Edificio Fondazione ITAS Trento – 2°Classificato – Concorso di progettazione edificio H4

Concorso di progettazione in  collaborazione con Arch. Stefano Sani, Arch. Cristiano Zattara e Hickok Cole Architects  

Nell’immaginare la nuova porta sud del quartiere delle Albere il progetto si è posto come obiettivo la definizione di un edificio che fosse capace di rappresentare la sua identitá istituzionale e funzionale ponendosi al contempo in continuitá con i principi compositivi dell’impianto urbano pensato dall’architetto Renzo Piano. L’impostazione planivolumetrica prevede quindi due blocchi principali organizzati lungo l’asse nord sud in continuitá con gli allineamenti urbani adiacenti. Questa organizzazione per elementi funzionali distinti, viene sviluppata rafforzando ulteriormente le gerarchie tra le parti.
Lo schema prevede infatti 3 componenti principali: la sala auditorium ad est, il blocco fondazione a ovest ed il sistema di spazi trasparenti formato dall’atrio multipiano centrale e dallo spazio interstiziale tra l’auditorium e la fondazione. Nella gerarchia compositiva dei volumi grande importanza viene attribuita all’elemento architettonico e funzionale piú evocativo del nuovo edificio H4, la sala dell’auditorium.

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Sul fronte ovest si trova invece il grande volume vetrato della Fondazione, che accoglie anche gli altri spazi principali del centro congressi ed i blocchi connettivi verticali ed orizzontali. La facciata ventilata in vetro retro verniciato e la facciata continua in vetro opalescente impreziosicono le linee pulite del volume creando una raffinata composizione di luce, trasparenze e riflessi mentre i serramenti in vetro elettro cromico permettono a seconda delle condizioni ambientali di aprire la vista sui fondali della cittá e della vallata o di schermare i locali proteggendoli dal sole. La composizione architettonica d’insieme è completata da tre blocchi in lamiera d’acciaio nera che identificano gli elementi di connessione verticale (parcheggio interrato/ Fondazione/centro congressi) ancorando a terra i due volumi in pietra e sospendendoli al di sopra degli atri di ingresso, dello spazio espositivo e della piazza coperta adiacente all’ingresso sud della Biblioteca UniversitariaCentrale. Entrando nell’ atrio del centro congressi il visitatore viene accolto dal grande banco reception in lamiera d’acciaio acidata, con il fronte in plexiglas retroilluminato e la grande aquila Itas incisa al centro. Il bancone si trova al centro dell’atrio multipiano, affiancato dalle pareti verdi verticali che corrono lungo i blocchi connetti viverticali e accompagnano lo sguardo verso la grande copertura vetrata in sommitá.

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A destra della reception si accede all’ascensore ed alla sua sinistra alle scale, elegantemente sospese nel vuoto grazie alla natura strutturale del sottile parapetto metallico. Dietro alle scale si trova invece lo spazio espositivo, accessibile sia direttamente dal centro congressi che dal fronte ovest. Lo spazio espositivo puó funzionare in modo autonomo o in combinazione con le altre funzioni dell’edificio e si estende verso l’esterno sfruttando la strada senza uscita posta ad ovest del lotto, attivando cosí anche questa parte perimetrale dell’area tramite il sistema di esposizione “en plein air” giá proposto con successo nei viali del quartiere. A nord dell’atrio si trova il bar, affacciato sulla piazza coperta e a servizio delle varie funzioni dell’edificio ma anche del quartiere e dei tanti studenti che quotidianamente si recano alla biblioteca adiacente. L’atrio multi piano, oltre a mettere in comunicazione visiva i vari livelli del centro congressi, funziona da vero e proprio polmone naturale dell’edificio contribuendo al ricambio dell’aria naturale, sfruttando l’energia del sole per il condizionamento passivo ed illuminando naturalmente gli spazi interni. Salendo le scale dell’atrio, si raggiunge il foyer posto al primo piano dal quale si possono accedere le sale riunioni poste sul fronte ovest a sud dell’atrio o la grande sala della platea dell’auditorium. L’auditorium, elemento centrale della composizione, si presenta al visitatore come un grande volume in legno sospeso di fronte all’atrio, quasi come una chiglia di una nave arrivata dal fiume e momentaneamente attraccata in attesa dell’imbarco. Sono ispirate a questa immagine le passerelle leggermente inclinate sospese a mezz’aria che, attraversando il grande spazio illuminato dell’atrio multi piano, conducono il visitatore alla scoperta dell’interno della sala a doppia altezza. La definizione geometrica e materica del volume che contiene la sala sono ispirate dalla funzione contenuta al suo interno.

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All’esterno, il volume puro in pietra viene idealmente tagliato alla base per formare il piano inclinato delle geometrie delle curve di visibilitá, rivelando un cuore in legno che viene sezionato a formare i setti portanti del grande spazio vuoto. I setti portanti vengono a loro volta intersecati con le superfici generate dalle direttrici sonore calcolate al fine di realizzare uno spazio dalle qualitá acustiche ideali, disegnando per sottrazione lo spazio della sala. I pannelli di rivestimento ed il pavimento industriale in ciliegio americano danno infine compiutezza formale alla geometria del suono ed alle curve di visibilitá che hanno generato la sezione e la planimetria della sala. Una volta entrati nella sala, a sinistra si apre la vista d’insieme che prosegue ininterrotta fino al palcoscenico posto sul lato opposto, a nord.

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A destra invece, lo spettatore trova uno spazio di attesa e di conversazione piu’ intimo e raccolto rispetto al foyer, un giardino d’inverno aperto al cielo tramite un lucernario che occupa il vertice sud della copertura triangolare. Una grande tenda oscurante separa ed isola acusticamente i due spazi durante gli eventi in sala. Sul blocco ad ovest dell’atrio, si trovano a nord i bagni per la sala ed i locali a servizio del palco con i camerini, un blocco servizi ed un accesso diretto al palco / retropalco. A sud dell’atrio si trovano quindi il guardaroba e le sale prove, complete di lounge/salottino a doppia altezza, posto in possimita’ del vertice sud dell’edificio, con vista sulla città’ e sui rilievi della Marzola e della Vigolana.Proseguendo lungo le scale dell’atrio si arriva al piano del mezzanino, dal quale una seconda passerella sospesa permette di accedere alla galleria della sala auditorium, anch’essa configurata per ottimizzare la qualita’ acustica ele curve di visibilitá. Entrando a questo livello della sala a sud si trova uno spazio a doppia altezza che si apre sul sottostante giardino d’inverno; a nord, passando a fianco dei locali riservati alla regia ed ai traduttori, si accede invece alle sedute della galleria.

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Nel blocco ovest, in prossimitá del blocco scale nord si trovano alcuni locali tecnici, il locale di supporto catering e l’accesso al retropalco superiore per la configurazione ed il controllo degli apparecchi speciali installati nelle parte superiore della sala. Lo stesso percorso tecnico funge anche da accesso al locale uta dedicato alla sala e posto sul verticenord est del lotto dedicato mentre a sud dell’atrio sono collocate le sale
riunioni del centro congressi, divise da partizioni mobili che ne permettono la riconfigurazione a seconda delle necessitá. Il terzo ed il quarto piano sono invece dedicati ai locali della Fondazione. In particolare, al terzo piano si trovano le aule,
direttamente accessibili dal blocco scale/ascensore della Fondazione. Le aule possono essere raggiunte anche dall’atrio centrale del centro congressi tramite un accesso controllato che la Fondazione puo’ decidere di aprire o chiudere a seconda delle
necessitá. Al quarto piano si trova la sede vera e propria della Fondazione affacciata ad ovest e a sud sulla vallata dell’Adige e sul Monte Bondone. Arrivando dal blocco scala dedicato, il visitatore viene accolto dal bancone segreteria, posto di fronte
ad una terrazza verde. A nord della segreteria si trovano gli uffici, la sala riunioni operativa ed il blocco servizi ad uso comune. A sud, si trova la parte del piano riservata alla presidenza ed al consiglio di amministrazione. L’ufficio della Presidenza è affiancato da un locale privato a sua disposizione con salotto e zona relax mentre la sala del consiglio di amministrazione, posta sul vertice sud dell’edificio, si apre sulla terrazza racchiusa dalle quinte vetrate delle facciate est e ovest il cui disegno definisce una prua con una grande e simbolica feritoia a controllo simbolico dell’accesso al quartiere, la nuova porta sud del quartiere in contrapposizione alla porta nord definita dall’edifico del Muse e dal Palazzo delle Albere.

Nuova sede Stone City – Concorso di progettazione

Concept di progetto

La localizzazione impone una progettazione mirata alla definizione di un landmark che garantisca
riconoscibilità anche nella velocità del passaggio autostradale o aereo. Stone City Headquarter costituisce
un portale per tutto il parco espositivo Stone City in continuità con l’attuale esposizione.
Internazionalità, sostenibilità e funzionalità si sintetizzano in un edificio compatto, monolitico ed
imponente, una Stone, una vera e propria Pietra che si inclina per guadagnare in dinamismo compositivo e
visibilità e si scava aprendosi verso il parco.

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La planimetria generale ed il render aereo mostrano come la trama paesaggistica del parco Stone City ed il
volume dell’edificio creino un nuovo paesaggio, che definisce un luogo protetto senza comprometterne la
visibilità dall’autostrada e dal cielo.
L’edificio ruota volutamente rispetto alle direttrici infrastrutturali preesistenti (autostrada e strada
provinciale), guadagnando una prospettiva nobile scorciata e mostrandosi nella sua tridimensionalità.
Il brand Stone City si mostra quindi chiaramente verso l’autostrada, verso la strada provincia e verso il cielo;
la localizzazione del logo anche sul tetto dell’edificio e sulla pavimentazione permettono di percepire
immediatamente l’unitarietà del complesso, sfruttando al massimo la sua privilegiata localizzazione.

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FUNZIONALITÀ E FLESSIBILITÀ
L’impostazione planimetrica rispetta le indicazioni del DPP, la Hall conduce il visitatore all’interno
dell’edificio mostrandosi in tutta la sua grandezza. Uno spazio a tripla altezza con la scalinata, grande
protagonista. Un disegno funzionale dispone il nucleo verticale e tutta la fascia di servizi a nord con il
custode e la guardiola, in posizione strategica per poter controllare tutti gli accessi ed il traffico pesante con
la pesa localizzata sulla strada a nord.

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Sulla grande Hall, con la pavimentazione Altra Pietra in continuità con le piazze esterne e dal rivestimento
lapideo delle pareti, si affacciano tutte le altre funzioni. I due piani degli uffici godono di grande flessibilità
grazie alla pianta libera.
Il sistema della viabilità divide nettamente il traffico pesante da quello dei visitatori. I 150 stalli, con sistema
drenante Gravel‐Fix, separano Stone City dall’autostrada. Il Parco con le Piazze ospita tutta l’esposizione dei
prodotti commercializzati, protetti da leggeri movimenti di terra piantumata che sfruttano la tecnologia
Stone‐Box.

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COMFORT TERMICO, ACUSTICO E LUMINOSO

Grande attenzione è stata rivolta allo studio del confort.
Le superfici interne dello spazio hall sono state studiate per garantire tempi di riverberazione adeguati per i
differenti usi evitando completamente il rischio di eco. L’installazione di finiture fonoassorbenti nel blocco
nord e sul soffitto garantiscono qualità acustica. Lo studio in sezione della diffusione dell’onda acustica ha
permesso di localizzare strategicamente un pannello riflettente in grado di diffondere il suono in tutto lo
spazio.
Le finiture e le aperture vetrate sono state valutate in modo da garantire un fattore di luce diurna medio
molto alto (oltre il 4%) con un’ottimale diffusione di luce naturale ed il conseguente risparmio energetico di
luce artificiale.

L’installazione di sistemi di riscaldamento e raffrescamento a bassa temperatura a pavimento permette di
garantire un confort termico a basso consumo grazie anche ad un sistema di coibentazione in lana di roccia
che garantisce isolazione invernale e smorzamento termico in estate.

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6°classificato Ex-aequo – Riqualificazione di Piazza Abbazia a Finale Ligure

L’idea di progetto

Il progetto di riqualificazione di Piazza Abbazia si inserisce all’interno di una pianificazione strategica comunale di grande scala. La necessità di restituire alla Piazza il suo carattere rappresentativo e monumentale deve fondarsi su uno studio storico e di pianificazione sistematica.

Solo così infatti la Piazza Abbazia in Finalpia si potrà re-inserire come elemento nevralgico all’interno del tessuto urbano e tornare ad essere la Piazza della città e dei cittadini.

Lo studio del traffico ed un’attenta analisi dello stato di fatto hanno evidenziato criticità ed indirizzi progettuali che sono stati coniugati in base alle indicazioni fornite dal documento preliminare alla progettazione.

Le testimonianze storico-fotografiche allegate alla documentazione mostrano come la Piazza abbia via via perso identità, soffrendo una cesura importante rispetto al contesto con la costruzione di un muro verso via Santuario, che l’ha affossata rispetto al piano strada riducendola a spazio urbano residuale.

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Il concetto di elemento nevralgico nasce dalla caratterisca di questa Piazza collocata in stretta relazione fisica e strategica con elementi di grande importanza nel tessuto urbano: il torrente Sciusa, le vie Calvisio e Santuario, il Ponte di San Benedetto e soprattutto le preesistenze storiche della Abbazia e della Scuola elementare.

L’idea progettuale principale si basa sul desiderio di gerarchizzare lo spazio Piazza attraverso un attento intervento che faccia tesoro delle testimonianze storiche e degli indirizzi strategici dell’amministrazione. Lo stesso documento preliminare alla progettazione evidenzia infatti la necessità per Piazza Abbazia di proporsi come spazio della collettività in stretta relazione con le quinte urbane consolidate, in special modo con la facciata dell’Abbazia. La Piazza si propone quindi come un grande vuoto in relazione diretta con gli altri vuoti pre-esistenti: il cortile della scuola, i chiostri dell’Abbazia ed il giardino botanico. Si propone quindi una Agorà, un vuoto aperto alla collettività, fluido, permeabile e flessibile; un luogo della modernità grazie al suo disegno ed alla possibilità di trasformasi da Piazza della quotidianità a scenario di eventi culturali.

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Lo spazio

Il progetto prende riferimento da quello di riqualificazione previsto per la Via Molinetti e Via Drione: si propone una pavimentazione in porfido a correre con degli inserti in pietra più chiara. Queste linee chiare permettono di ritmare la piazza con una pavimentazione continua che si piega sul lato sud verso via Santuario, ricostruendo quel piano inclinato che già esisteva storicamente, come evidenziato dalle foto storiche allegate al bando. Questo sistema, che prosegue anche sulle vie carrabili, permette di amplificare lo spazio ed, elevandosi su un unico piano con l’annullamento del dislivello rispetto al marciapiede, definisce un unico grande   “tappeto urbano”. La pietra conferisce un carattere monumentale alla Piazza ed il disegno delle direttrici chiare parallele alla facciata dell’Abbazia ne garantisce un ordine compositivo. Elevare tutta la pavimentazione con l’accesso carrabile garantito da leggere pendenze permette di ridurre la velocità, garantendo una maggiore sicurezza per i pedoni. Lungo le direttrici in pietra chiara vengono inoltre collocati dei dissuasori, sempre, in pietra che permettono di delimitare lo spazio carrabile da quello pedonale e garantirne la sicurezza.

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Lo spazio vincolato antistante la chiesa, con pavimentazione policroma e colonnine con catene, viene preservato ed entra in stretta relazione con la nuova pavimentazione grazie al rispetto del parallelismo delle tracce principali con la chiesa. La pavimentazione “si piega” anche verso la scuola elementare permettendo di ottenere un livello completamente privo di barriere e protetto, più alto rispetto a quello della Piazza. Come si può vedere dalle sezioni di progetto riportate in tavola 2 il terreno viene modellato riproponendo l’impostazione storica, che garantisce una continuità rispetto al contesto sia a livello visivo che di accessibilità. Un sistema dotato quindi di moderna permeabilità, che si fa forte di una gerarchizzazione di stampo classico, con gli scorci e gli accessi che vengono direzionati verso l’asse principale della chiesa.

Tutto il sistema risulta privo di scale o gradini garantendo quindi un’accessibilità totale e democratica della Piazza. Il cittadino si può così appropriare dello spazio e viverlo.

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La definizione della Piazza passa anche attraverso il disegno di una traccia a filo pavimento in acciaio corten microforato che svolge una duplice funzione: compositiva e tecnologica. Il tracciato disegna un claustro virtuale, una Agorà che ripropone nella forma e nella scala i chiostri dell’Abbazia e che si aprendo verso la città. Una fascia in acciaio corten micro forato che si piega generando delle sedute ed un recinto virtuale all’interno del quale si sviluppano tutte le attività sociali tipiche di una Piazza italiana.

Sul lato ovest lo spazio verde si riorganizza e razionalizza, attraverso aree verdi che conservano i lecci storici e definiscono un luogo dello stare, attrezzato con panchine in pietra che sembrano sbucare dal terreno ed arredi urbani che garantiscono fruibilità a tutte le persone grazie a sistemi privi di barriere architettoniche ed adatti a tutti i tipi di utenti.

La definizione di una traccia chiara sulla pavimentazione permette di definire una flessibilità anche nel momento dell’installazione di eventi temporanei. Gli schemi nella tavola 1 e l’immagine nella tavola 3 mostrano come facilmente possano essere installati in modo razionale stand espositivi e bancarelle per eventi. La Piazza si potrà così rapidamente trasformare in luogo della collettività garantendo un rilancio a livello economico e turistico dell’intera area.

L’accessibilità

Come già evidenziato la definizione di una pavimentazione continua garantisce una completa permeabilità dello spazio. Ciononostante lo studio del traffico fornito con il bando ha permesso di definire una gerarchia degli accessi in modo da poter garantire la sicurezza e la razionalità di tutto il sistema. La localizzazione delle fermate degli autobus su via Calvisio permette di ottimizzare gli accessi alla scuola elementare ed alla Piazza senza compromettere il traffico. Il sistema di due pendenze con la simbologia dei 30 km/h ed il cambio di pavimentazione generano uno spazio a velocità controllata con gli attraversamenti pedonali meglio visibili e quindi ulterioremente protetti. Si prevede un accesso alla Piazza con leggera rampa sul lato est vicino alle rastrelliere per le biciclette, mentre si elimina completamente il sistema di scale che attualmente, con una parete, tende ad isolare la Piazza. La pendenza porta quindi in modo naturale verso la Piazza e spinge tutta la tensione compositiva verso l’accesso.

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La localizzazione di un testo “PIAZZA ABBAZIA” con lettere in metallo corten microforato retro-illuminato genera un approccio moderno di riconoscibilità dello spazio urbano, unico elemento verticale in un progetto che fa dell’orizzontale la sua linea principale. L’accessibilità veicolare è garantita e può essere controllata grazie all’installazione di dissuasori automatici a scomparsa su via Calvisio. Un’attenta localizzazione di dissuasori in pietra permette invece di definire chiaramente i diversi spazi senza però interrompere bruscamente l’estetica della continuità della pavimentazione in porfido.

I sottoservizi

Il disegno delle pendenze della pavimentazione, gli inserti di soluzioni di continuità come le aiuole verdi, la pavimentazione microforata in acciaio corten ed uno studio delle pendenze permettono di ottimizzare il sistema dei sottoservizi. La fascia in corten infatti permette l’installazione di canalette di captazione e raccolta delle acque meteoriche ed un’ ottimizzazione dei sistemi impiantistici e della loro  manutenzione ed ispezione. Si prevede infatti uno schema di rifacimento ed ottimizzazione sia del sistema fognario che del sistema di acque bianche che a livello tecnologico permettano di garantire la qualità dello spazio Piazza come evidenziato graficamente nella tavola 3. Si prevede il rifacimento totale dei collettori con un nuovo percorso attraverso l’impiego di nuove tubazioni in PEAD SN8 DE 250 mm. Si prevede inoltre, come già specificato, il rifacimento della fognatura bianca con un collettore in PEAD corrugato SN 8, che raccoglie le acque meteoriche ad est ed ovest della Piazza, dotato di punto di scarico nel collettore di via Santuario.

Il verde delle aiuole garantisce inoltre una percentuale di terreno assorbente in grado di mitigare l’impatto ambientale oltre a garantire il completo rispetto delle alberature presenti.

L’illuminazione pubblica

Trattandosi di un progetto urbano che non prevede nuovi volumi ma un sistema di texture, pavimentazioni ed arredo, l’illuminazione gioca un ruolo fondamentale nella definizione dello spazio e nella sua costruzione ambientale. La localizzazione dei corpi illuminanti, così come evidenziato nello schema della tavola 1 e simulato nelle viste renderizzate, nasce da un’attenta sintesi di funzionalità ed estetica. La scelta e la localizzazione dell’illuminazione è dettata anche da caratteri di economicità e durabilità, con sistemi a basso consumo ed impatto ambientale. I corpi alti permettono di illuminare la via pubblica e garantire un’adeguata visibilità per gli attraversamenti e per le fermate dell’autobus e per il percorso che da via Calvisio porta direttamente alla scuola elementare, mentre i punti luce a pavimento permettono di disegnare la Piazza e valorizzarne il carattere architettonico. La pavimentazione in corten disegna l’Agorà in maniera raffinata attraverso una retroilluminazione, mentre il dislivello verso via Santuario e verso la scuola elemenare viene bagnato da una luce radente che ne smaterializza la pendenza. I punti luce nelle aiuole e vicino ai tronchi dei lecci illuminano di verde lo spazio. Le facciate della scuola e dell’Abbazia si illuminano con discrezione ottenendo, in un attento gioco di luce ed ombra, un carattere fortemente monumentale.

Un progetto quindi di riqualificazione urbana in grado di restituire alla città un luogo della collettività.

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Menzione d’onore – 2° classificato – Progetto per la riqualificazione delle Ex-Scuderie di Palazzo Visconti – Brignano Gera d’Adda (BG)

 

“ Vigilate su un vecchio edificio con attenzione premurosa; proteggetelo meglio che potete e ad ogni costo, da ogni accenno di deterioramento. Contate quelle pietre come contereste le gemme di una corona; mettetegli attorno dei sorveglianti come se si trattasse delle porte di una città assediata; dove la struttura muraria mostra delle smagliature, tenetela compatta usando il ferro; e dove essa cede puntellatela con travi .”

John Ruskin, Le sette lampade dell’architettura, 1849

 

 

Basandosi proprio su questa riflessione ed analisi del famoso critico d’arte, l’intervento di restauro e rifunzionalizzazione dell’edificio della Ex scuderia all’interno del complesso di Palazzo Visconti di Brignano Gera d’Adda parte proprio dall’attenzione e dall’analisi dell’edificio. Un approfondito sopralluogo ha permesso di analizzare lo stato di conservazione delle struttura e del complesso, comprendere il potenziale della sua spazialità ed individuare i possibili interventi volti ad una sua degna ricollocazione all’interno della struttura del palazzo. Come ben evidenzia il bando di concorso di idee, l’edificio merita una valorizzazione in grado di creare sinergie virtuose per l’edificio ed il suo intorno.
Passeggiando all’interno delle navate non è difficile immaginare l’infinità di possibili usi moderni che un manufatto così prezioso potrebbe offrire, cercando di connettersi con lo spazio aperto della corte comunale e arricchendola ulteriormente.

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Vista dell’interno
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Vista dell’esterno

 

Il rilievo geometrico svolto in fase di sopralluogo ha evidenziato una struttura ritmata estremamente regolare: due navate separate da un filare di colonne rastremate, che generano un diaframma permeabile tra i due spazi a diversa altezza. La grande navata verso la corte comunale è coperta da una volta a botte, mentre la navata secondaria da sistemi continui a crociera.

Un totale di 14 campate, di cui tredici regolari mentre l’ultima verso est leggermente più ampia, caratterizzano e disegnano una pianta di circa 130 metri quadrati: 23,20 metri di lunghezza per 5,60 di profondità. Uno spazio quindi estremamente versatile ed in grado di ospitare vari tipi di funzioni.
Un delicato e sobrio fregio disegna tutto il perimetro dell’edificio e ne ritma i prospetti interni. Lesene con funzione di paraste ritmano i tamponamenti della parete perimetrale in asse con le colonne centrali, conferendo una pulizia compositiva ad una struttura estremamente sobria.
Grande protagonista dello spazio è sicuramente la bellissima pavimentazione con mattoni paramano posati a spina di pesce con grandissima maestria.
Un filare di elementi orizzontali, addossati alla canaletta in pietra per lo scarico dell’acqua in corrispondenza delle colonne centrali ne impreziosisce il disegno.

A seguito di un attento sopralluogo, di una approfondita analisi storiografica e della valutazione di possibili scenari strategici di valorizzazione della ex scuderia in base agli obiettivi del bando di concorso, l’idea di progetto prevede un approccio schematico di questo tipo:
– Analisi approfondita dello stato di conservazione del bene
– Definizione di interventi mirati alla salvaguardia della struttura e dell’involucro
– Collaborazione con la committenza per l’affinamento del programma funzionale in base alle indicazioni del progetto
– Approfondimento, in base a considerazioni in loco, degli approcci tecnologici
– Sviluppo di strategie progettuali volte al miglioramento del comfort ambientale interno in base alle moderne esigenze igienico-sanitarie
– Intervento di manutenzione ordinaria e straordinaria
– Lavori di valorizzazione
– Definizione di un manuale d’uso e di manutenzione del bene
– Programma periodico di manutenzione
Solo seguendo questo schema si ritiene che l’ Ex scuderia possa essere preservata nel tempo e ri-entrare di diritto a far parte dello scenario storico culturale della città di Brignano Gera d’Adda.
POSSIBILI SCENARI FUNZIONALI ED INTERVENTI DI VALORIZZAZIONE
Il programma funzionale dell’edificio nasce dall’idea, già suggerita dal bando di concorso, di generare all’interno della struttura sinergie virtuose volte alla valorizzazione non solo architettonica ed artistica del bene ma anche socio-culturale dello stesso.
L’intervento, inoltre, deve tener conto che la zona oggetto del presente concorso di idee è sottoposta a un vincolo ambientale ai sensi del Dlgs. 42/2004 in quanto di proprietà pubblica da oltre 50 anni”
Conservazione, pianificazione, socializzazione e fruibilità democratica quindi come un approccio strategico proposto dalla committenza. A questi spunti questo progetto vuole aggiungerne altri: identità, riconoscibilità, integrazione morfologica, sostenibilità energetica e manutenzione programmata.
Un progetto quindi di largo respiro, per restituire alla città un luogo della collettività virtuoso, in grado di sviluppare processi sociali forti e duraturi nel tempo.
L’idea di progetto prevede la definizione di un intervento di valorizzazione in grado di garantire la fruibilità del bene. Lo spazio viene proposto come luogo flessibile e fluido per esposizioni di tipo culturale, incontri con autori, eventi enogastronomici e piccole fiere di artigianato, potendo fornire sinergie importanti anche con il bar attiguo (servizio catering e aperitivi) .
L’ Ex scuderia ha bisogno però di rendersi riconoscibile acquisendo un carattere gerarchico all’interno delle quinte della corte comunale. La vicinanza con la torre infatti può garantire la formazione di un luogo raccolto ed affacciato sul grande vuoto del cortile.

Il progetto prevede la rimozione dei tamponamenti sul fronte sud, mantenendo le paraste interne, e la riapertura dell’arco principale verso est, sviluppando un diaframma vetrato verso sud ed un porticato di accesso. Questo tipo di intervento permette di ottenere uno spazio coperto senza la necessità di aggiungere elementi alla composizione e, attraverso l’inserimento di un camminamento semplicemente appoggiato in acciaio corten, identificare l’accesso alla struttura. Il diaframma vetrato verso sud, con elementi di archi strutturali e serramento in acciaio corten inseriti nella muratura, garantisce il miglioramento statico della struttura oltre ad una sua visibiltà verso l’esterno ed un comportamento passivo dell’edificio che potrà riscaldarsi naturalmente grazie all’ottimo orientamento.
La proposta di installare una scritta in acciaio corten “EX SCUDERIA” lungo il muro permette di garantire identità e riconoscibilità alla spazio, conferendogli un carattere culturale moderno nel rispetto della sua identità architettonica antica.
La passerella in acciaio corten appoggiata sulla pavimentazione solo in un settore come evidenziato nello schema accessibilità ed indentità permette di non intaccare la pavimentazione garantendo comunque una superficie accessibile e priva di barriere architettoniche.
Riconoscibilità, identità ed accessibiltà quindi per un progetto attento di valorizzazione dell’ Ex scuderia.

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Sezione trasversale
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Sezione longitudinale

UNA VALORIZZAZIONE AMBIENTALE SOSTENIBILE E CONFORTEVOLE
La luce gioca un ruolo fondamentale nella composizione dello spazio. L’apertura degli archi a sud permette di soddisfare ampiamente i requisiti igienico sanitari per la fruibilità della struttura, con un rapporto aeroilluminante (R.A.I.) di 1/5. La localizzazione di un sistema di illuminazione diffusa indiretta, che disegna la volta a botte principale e le campate secondarie, rende giustizia ad una composizione architettonica storica di enorme pregio. L’apertura del fronte verso est, con un sistema di controllo antiintrusione esterno che ne garantisce la sicurezza, permette di illuminare ulteriormente lo spazio e garantirne una adeguata ventilazione naturale. Comfort luminoso e ambientale quindi grazie a sistemi passivi rispettosi dell’ambiente e completamente gratuiti: un approccio moderno e sostenibile per il rispetto e la tutela del bene antico. La progettazione della luce, sia essa naturale o artificiale, permettono di valorizzare l’ambiente e di impreziosirlo.
Il progetto, aprendosi almeno visivamente verso il giardino con gli archi vetrati ed il portico, può proporre un piccolo spazio esterno verde, con la possibilità di esporre opere artistiche ed ampliare le funzioni interne anche verso l’esterno. Un sistema con sei aiuole piantumate e poste geometricamente in continuità con la struttura, permette di conferire un equilibrio compositivo e paesaggistico importante ad una struttura che attualmente risulta completamente nascosta e preclusa. Il camminamento verso est potrebbe costituire un prolungamento dello spazio interno con un boulevard verde. La definizione di una parete verde lungo il muro di cinta, dietro la scritta identificativa ex scuderia, potrebbe inoltre integrare in modo coerente la struttura con il suo intorno, conferendole un carattere di attrattore architettonico importante.

UNO SPAZIO FLESSIBILE E DINAMICO
Come evidenziano gli schemi riportati di seguito, la struttura viene pensata per ospitare eventi socio-culturali come mostre ed esposizioni artistiche, fiere e mercatini o semplicemente cene ed eventi con servizio esterno di catering. Il comfort interno permetterà svariati usi soprattutto grazie alla vicinanza del bar che potrebbe eventualmente fungere da supporto. Le due strutture possono comunque vivere perfettamente separate essendo completamente indipendenti. In tutti i casi la navata principale coperta dalla volta a botte funge da spazio distributivo, godendo di una bellissima prospettiva verso l’esterno. Uno specchio a tutta altezza applicato sulla parete di fondo ad ovest potrebbe duplicare virtualmente lo spazio, sfruttando la potenza scenografica dell’interno e conferendogli una dimensione virtuale estremamente interessante come mostra questa prospettiva interna. Lo spazio si amplifica, generando una connessione visiva importante con la facciata del palazzo ed integrandosi con il contesto.

1°Classificato concorso internazionale “Riqualificazione della Cisterna borbonica di Formia (LT)”

1° Classificato concorso internazionale “Riqualificazione della Cisterna borbonica di Formia (LT)”

ABI Architects

 

Quella offerta dal bando del concorso per il progetto di valorizzazione della Cisterna Borbonica di Piazza Santa Teresa a Formia è una grande occasione per rendere fruibile a tutti uno spazio ipogeo di grande valore ed arricchire ulteriormente l’offerta storico-culturale della città.

La necessità di poter rendere accessibile e visitabile un grande spazio completamente interrato, dall’enorme potenziale scenografico, come la cisterna, permette di ripensare lo spazio pubblico di Piazza Santa Teresa, la sua relazione con la chiesa, con l’adiacente grande “Corte comunale” e con il Museo Archeologico Nazionale, edifici significativi che costituiscono il vero centro storico-culturale della città.

Nell’ammirare lo spazio tra le campate della cisterna si riflette sul grande valore architettonico del “vuoto”, dello spazio che si sviluppa, liquido, tra le colonne e si fonde con le volte senza soluzione di continuità. La grande “Corte comunale” si caratterizza anch’essa per una percezione simile: le quinte dell’edificato sviluppano un recinto: un grande vuoto che attraverso una scalinata si collega spazialmente e visivamente con Piazza della Vittoria e l’orizzonte marittimo.

Sulla base di queste considerazioni si propone quindi un’idea progettuale forte, chiara e netta che decide di rispettare il profilo della piazza, talmente trasparente da sparire rispetto alla quota zero e facendo dello spazio “fluido” ed “ipogeo” il suo concept di progetto. L’architettura del vuoto quindi, una rampa dalla pendenza leggera, accessibile per tutti perché priva di barriere che piega il profilo della piazza e si insinua nel sottosuolo, raggiungendo lentamente il caveau di Piazza Santa Teresa, offrendo al visitatore un’esperienza sensoriale dal grande potere evocativo. La grande permeabilità della piazza si mantiene grazia ad un semplice sistema di rampe e scale che permette di accedere alla cisterna da tutti i punti della piazza, senza compromettere quindi i percorsi pedonali e garantendo la completa fruibilità.

2° Classificato concorso internazionale “Nuovo edificio Collegio di Milano”

2° Classificato concorso internazionale di architettura per il NUOVO EDIFICIO DEL COLLEGIO DI MILANO

ABI Architects in collaborazione con Gruppo 5

 

Il progetto per il nuovo edificio del Collegio di Milano nasce da un’ attenta lettura del contesto morfologico e tipologico dell’area di intervento. Inserendosi all’interno di un complesso architettonico di grande qualità, il nuovo intervento deve necessariamente rispettare le relazioni volumetriche, spaziali e materiche con le pre-esistenze. Il nuovo edificio si colloca sul fronte ovest del campus, definendo un sistema di corti verdi già suggerite dagli edifici progettati da Zanuso e Piuarch. Il concetto progettuale di fondo punta infatti, attraverso i fronti e le volumetrie, alla definizione di un sistema articolato ed equilibrato di architettura e spazio verde. Un edificio sintetico che definisce una traccia orientata secondo le migliori esposizioni, per garantire spazi di qualità in continua relazione con l’ambiente esterno offrendo scorci verso il parco.

Si propone un’architettura tecnologicamente all’avanguardia, che sfrutta le migliori tecnologie per il risparmio energetico guardando alla tradizione del materiale ed al grande potenziale espressivo del laterizio faccia a vista.

 

 

 

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Sentiero Senza Fumo – Anterivo il paese che respira – Progettazione partecipata

Sentiero Senza Fumo – Anterivo il paese che respira

Michele Bevivino e Jacopo Marcolini

 

Progetto e realizzazione di un sentiero nel bosco di Anterivo di 1 km. Il sentiero motivazionale si sviluppa tra gli alberi nei pressi del paese ed è frutto di progettazione partecipata in collaborazione con l’Azienda Sanitaria di Bolzano e la cittadinanza.