Edificio Fondazione ITAS Trento – 2°Classificato – Concorso di progettazione edificio H4

Concorso di progettazione in  collaborazione con Arch. Stefano Sani, Arch. Cristiano Zattara e Hickok Cole Architects  

Nell’immaginare la nuova porta sud del quartiere delle Albere il progetto si è posto come obiettivo la definizione di un edificio che fosse capace di rappresentare la sua identitá istituzionale e funzionale ponendosi al contempo in continuitá con i principi compositivi dell’impianto urbano pensato dall’architetto Renzo Piano. L’impostazione planivolumetrica prevede quindi due blocchi principali organizzati lungo l’asse nord sud in continuitá con gli allineamenti urbani adiacenti. Questa organizzazione per elementi funzionali distinti, viene sviluppata rafforzando ulteriormente le gerarchie tra le parti.
Lo schema prevede infatti 3 componenti principali: la sala auditorium ad est, il blocco fondazione a ovest ed il sistema di spazi trasparenti formato dall’atrio multipiano centrale e dallo spazio interstiziale tra l’auditorium e la fondazione. Nella gerarchia compositiva dei volumi grande importanza viene attribuita all’elemento architettonico e funzionale piú evocativo del nuovo edificio H4, la sala dell’auditorium.

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Sul fronte ovest si trova invece il grande volume vetrato della Fondazione, che accoglie anche gli altri spazi principali del centro congressi ed i blocchi connettivi verticali ed orizzontali. La facciata ventilata in vetro retro verniciato e la facciata continua in vetro opalescente impreziosicono le linee pulite del volume creando una raffinata composizione di luce, trasparenze e riflessi mentre i serramenti in vetro elettro cromico permettono a seconda delle condizioni ambientali di aprire la vista sui fondali della cittá e della vallata o di schermare i locali proteggendoli dal sole. La composizione architettonica d’insieme è completata da tre blocchi in lamiera d’acciaio nera che identificano gli elementi di connessione verticale (parcheggio interrato/ Fondazione/centro congressi) ancorando a terra i due volumi in pietra e sospendendoli al di sopra degli atri di ingresso, dello spazio espositivo e della piazza coperta adiacente all’ingresso sud della Biblioteca UniversitariaCentrale. Entrando nell’ atrio del centro congressi il visitatore viene accolto dal grande banco reception in lamiera d’acciaio acidata, con il fronte in plexiglas retroilluminato e la grande aquila Itas incisa al centro. Il bancone si trova al centro dell’atrio multipiano, affiancato dalle pareti verdi verticali che corrono lungo i blocchi connetti viverticali e accompagnano lo sguardo verso la grande copertura vetrata in sommitá.

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A destra della reception si accede all’ascensore ed alla sua sinistra alle scale, elegantemente sospese nel vuoto grazie alla natura strutturale del sottile parapetto metallico. Dietro alle scale si trova invece lo spazio espositivo, accessibile sia direttamente dal centro congressi che dal fronte ovest. Lo spazio espositivo puó funzionare in modo autonomo o in combinazione con le altre funzioni dell’edificio e si estende verso l’esterno sfruttando la strada senza uscita posta ad ovest del lotto, attivando cosí anche questa parte perimetrale dell’area tramite il sistema di esposizione “en plein air” giá proposto con successo nei viali del quartiere. A nord dell’atrio si trova il bar, affacciato sulla piazza coperta e a servizio delle varie funzioni dell’edificio ma anche del quartiere e dei tanti studenti che quotidianamente si recano alla biblioteca adiacente. L’atrio multi piano, oltre a mettere in comunicazione visiva i vari livelli del centro congressi, funziona da vero e proprio polmone naturale dell’edificio contribuendo al ricambio dell’aria naturale, sfruttando l’energia del sole per il condizionamento passivo ed illuminando naturalmente gli spazi interni. Salendo le scale dell’atrio, si raggiunge il foyer posto al primo piano dal quale si possono accedere le sale riunioni poste sul fronte ovest a sud dell’atrio o la grande sala della platea dell’auditorium. L’auditorium, elemento centrale della composizione, si presenta al visitatore come un grande volume in legno sospeso di fronte all’atrio, quasi come una chiglia di una nave arrivata dal fiume e momentaneamente attraccata in attesa dell’imbarco. Sono ispirate a questa immagine le passerelle leggermente inclinate sospese a mezz’aria che, attraversando il grande spazio illuminato dell’atrio multi piano, conducono il visitatore alla scoperta dell’interno della sala a doppia altezza. La definizione geometrica e materica del volume che contiene la sala sono ispirate dalla funzione contenuta al suo interno.

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All’esterno, il volume puro in pietra viene idealmente tagliato alla base per formare il piano inclinato delle geometrie delle curve di visibilitá, rivelando un cuore in legno che viene sezionato a formare i setti portanti del grande spazio vuoto. I setti portanti vengono a loro volta intersecati con le superfici generate dalle direttrici sonore calcolate al fine di realizzare uno spazio dalle qualitá acustiche ideali, disegnando per sottrazione lo spazio della sala. I pannelli di rivestimento ed il pavimento industriale in ciliegio americano danno infine compiutezza formale alla geometria del suono ed alle curve di visibilitá che hanno generato la sezione e la planimetria della sala. Una volta entrati nella sala, a sinistra si apre la vista d’insieme che prosegue ininterrotta fino al palcoscenico posto sul lato opposto, a nord.

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A destra invece, lo spettatore trova uno spazio di attesa e di conversazione piu’ intimo e raccolto rispetto al foyer, un giardino d’inverno aperto al cielo tramite un lucernario che occupa il vertice sud della copertura triangolare. Una grande tenda oscurante separa ed isola acusticamente i due spazi durante gli eventi in sala. Sul blocco ad ovest dell’atrio, si trovano a nord i bagni per la sala ed i locali a servizio del palco con i camerini, un blocco servizi ed un accesso diretto al palco / retropalco. A sud dell’atrio si trovano quindi il guardaroba e le sale prove, complete di lounge/salottino a doppia altezza, posto in possimita’ del vertice sud dell’edificio, con vista sulla città’ e sui rilievi della Marzola e della Vigolana.Proseguendo lungo le scale dell’atrio si arriva al piano del mezzanino, dal quale una seconda passerella sospesa permette di accedere alla galleria della sala auditorium, anch’essa configurata per ottimizzare la qualita’ acustica ele curve di visibilitá. Entrando a questo livello della sala a sud si trova uno spazio a doppia altezza che si apre sul sottostante giardino d’inverno; a nord, passando a fianco dei locali riservati alla regia ed ai traduttori, si accede invece alle sedute della galleria.

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Nel blocco ovest, in prossimitá del blocco scale nord si trovano alcuni locali tecnici, il locale di supporto catering e l’accesso al retropalco superiore per la configurazione ed il controllo degli apparecchi speciali installati nelle parte superiore della sala. Lo stesso percorso tecnico funge anche da accesso al locale uta dedicato alla sala e posto sul verticenord est del lotto dedicato mentre a sud dell’atrio sono collocate le sale
riunioni del centro congressi, divise da partizioni mobili che ne permettono la riconfigurazione a seconda delle necessitá. Il terzo ed il quarto piano sono invece dedicati ai locali della Fondazione. In particolare, al terzo piano si trovano le aule,
direttamente accessibili dal blocco scale/ascensore della Fondazione. Le aule possono essere raggiunte anche dall’atrio centrale del centro congressi tramite un accesso controllato che la Fondazione puo’ decidere di aprire o chiudere a seconda delle
necessitá. Al quarto piano si trova la sede vera e propria della Fondazione affacciata ad ovest e a sud sulla vallata dell’Adige e sul Monte Bondone. Arrivando dal blocco scala dedicato, il visitatore viene accolto dal bancone segreteria, posto di fronte
ad una terrazza verde. A nord della segreteria si trovano gli uffici, la sala riunioni operativa ed il blocco servizi ad uso comune. A sud, si trova la parte del piano riservata alla presidenza ed al consiglio di amministrazione. L’ufficio della Presidenza è affiancato da un locale privato a sua disposizione con salotto e zona relax mentre la sala del consiglio di amministrazione, posta sul vertice sud dell’edificio, si apre sulla terrazza racchiusa dalle quinte vetrate delle facciate est e ovest il cui disegno definisce una prua con una grande e simbolica feritoia a controllo simbolico dell’accesso al quartiere, la nuova porta sud del quartiere in contrapposizione alla porta nord definita dall’edifico del Muse e dal Palazzo delle Albere.

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