6°classificato Ex-aequo – Riqualificazione di Piazza Abbazia a Finale Ligure

L’idea di progetto

Il progetto di riqualificazione di Piazza Abbazia si inserisce all’interno di una pianificazione strategica comunale di grande scala. La necessità di restituire alla Piazza il suo carattere rappresentativo e monumentale deve fondarsi su uno studio storico e di pianificazione sistematica.

Solo così infatti la Piazza Abbazia in Finalpia si potrà re-inserire come elemento nevralgico all’interno del tessuto urbano e tornare ad essere la Piazza della città e dei cittadini.

Lo studio del traffico ed un’attenta analisi dello stato di fatto hanno evidenziato criticità ed indirizzi progettuali che sono stati coniugati in base alle indicazioni fornite dal documento preliminare alla progettazione.

Le testimonianze storico-fotografiche allegate alla documentazione mostrano come la Piazza abbia via via perso identità, soffrendo una cesura importante rispetto al contesto con la costruzione di un muro verso via Santuario, che l’ha affossata rispetto al piano strada riducendola a spazio urbano residuale.

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Il concetto di elemento nevralgico nasce dalla caratterisca di questa Piazza collocata in stretta relazione fisica e strategica con elementi di grande importanza nel tessuto urbano: il torrente Sciusa, le vie Calvisio e Santuario, il Ponte di San Benedetto e soprattutto le preesistenze storiche della Abbazia e della Scuola elementare.

L’idea progettuale principale si basa sul desiderio di gerarchizzare lo spazio Piazza attraverso un attento intervento che faccia tesoro delle testimonianze storiche e degli indirizzi strategici dell’amministrazione. Lo stesso documento preliminare alla progettazione evidenzia infatti la necessità per Piazza Abbazia di proporsi come spazio della collettività in stretta relazione con le quinte urbane consolidate, in special modo con la facciata dell’Abbazia. La Piazza si propone quindi come un grande vuoto in relazione diretta con gli altri vuoti pre-esistenti: il cortile della scuola, i chiostri dell’Abbazia ed il giardino botanico. Si propone quindi una Agorà, un vuoto aperto alla collettività, fluido, permeabile e flessibile; un luogo della modernità grazie al suo disegno ed alla possibilità di trasformasi da Piazza della quotidianità a scenario di eventi culturali.

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Lo spazio

Il progetto prende riferimento da quello di riqualificazione previsto per la Via Molinetti e Via Drione: si propone una pavimentazione in porfido a correre con degli inserti in pietra più chiara. Queste linee chiare permettono di ritmare la piazza con una pavimentazione continua che si piega sul lato sud verso via Santuario, ricostruendo quel piano inclinato che già esisteva storicamente, come evidenziato dalle foto storiche allegate al bando. Questo sistema, che prosegue anche sulle vie carrabili, permette di amplificare lo spazio ed, elevandosi su un unico piano con l’annullamento del dislivello rispetto al marciapiede, definisce un unico grande   “tappeto urbano”. La pietra conferisce un carattere monumentale alla Piazza ed il disegno delle direttrici chiare parallele alla facciata dell’Abbazia ne garantisce un ordine compositivo. Elevare tutta la pavimentazione con l’accesso carrabile garantito da leggere pendenze permette di ridurre la velocità, garantendo una maggiore sicurezza per i pedoni. Lungo le direttrici in pietra chiara vengono inoltre collocati dei dissuasori, sempre, in pietra che permettono di delimitare lo spazio carrabile da quello pedonale e garantirne la sicurezza.

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Lo spazio vincolato antistante la chiesa, con pavimentazione policroma e colonnine con catene, viene preservato ed entra in stretta relazione con la nuova pavimentazione grazie al rispetto del parallelismo delle tracce principali con la chiesa. La pavimentazione “si piega” anche verso la scuola elementare permettendo di ottenere un livello completamente privo di barriere e protetto, più alto rispetto a quello della Piazza. Come si può vedere dalle sezioni di progetto riportate in tavola 2 il terreno viene modellato riproponendo l’impostazione storica, che garantisce una continuità rispetto al contesto sia a livello visivo che di accessibilità. Un sistema dotato quindi di moderna permeabilità, che si fa forte di una gerarchizzazione di stampo classico, con gli scorci e gli accessi che vengono direzionati verso l’asse principale della chiesa.

Tutto il sistema risulta privo di scale o gradini garantendo quindi un’accessibilità totale e democratica della Piazza. Il cittadino si può così appropriare dello spazio e viverlo.

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La definizione della Piazza passa anche attraverso il disegno di una traccia a filo pavimento in acciaio corten microforato che svolge una duplice funzione: compositiva e tecnologica. Il tracciato disegna un claustro virtuale, una Agorà che ripropone nella forma e nella scala i chiostri dell’Abbazia e che si aprendo verso la città. Una fascia in acciaio corten micro forato che si piega generando delle sedute ed un recinto virtuale all’interno del quale si sviluppano tutte le attività sociali tipiche di una Piazza italiana.

Sul lato ovest lo spazio verde si riorganizza e razionalizza, attraverso aree verdi che conservano i lecci storici e definiscono un luogo dello stare, attrezzato con panchine in pietra che sembrano sbucare dal terreno ed arredi urbani che garantiscono fruibilità a tutte le persone grazie a sistemi privi di barriere architettoniche ed adatti a tutti i tipi di utenti.

La definizione di una traccia chiara sulla pavimentazione permette di definire una flessibilità anche nel momento dell’installazione di eventi temporanei. Gli schemi nella tavola 1 e l’immagine nella tavola 3 mostrano come facilmente possano essere installati in modo razionale stand espositivi e bancarelle per eventi. La Piazza si potrà così rapidamente trasformare in luogo della collettività garantendo un rilancio a livello economico e turistico dell’intera area.

L’accessibilità

Come già evidenziato la definizione di una pavimentazione continua garantisce una completa permeabilità dello spazio. Ciononostante lo studio del traffico fornito con il bando ha permesso di definire una gerarchia degli accessi in modo da poter garantire la sicurezza e la razionalità di tutto il sistema. La localizzazione delle fermate degli autobus su via Calvisio permette di ottimizzare gli accessi alla scuola elementare ed alla Piazza senza compromettere il traffico. Il sistema di due pendenze con la simbologia dei 30 km/h ed il cambio di pavimentazione generano uno spazio a velocità controllata con gli attraversamenti pedonali meglio visibili e quindi ulterioremente protetti. Si prevede un accesso alla Piazza con leggera rampa sul lato est vicino alle rastrelliere per le biciclette, mentre si elimina completamente il sistema di scale che attualmente, con una parete, tende ad isolare la Piazza. La pendenza porta quindi in modo naturale verso la Piazza e spinge tutta la tensione compositiva verso l’accesso.

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La localizzazione di un testo “PIAZZA ABBAZIA” con lettere in metallo corten microforato retro-illuminato genera un approccio moderno di riconoscibilità dello spazio urbano, unico elemento verticale in un progetto che fa dell’orizzontale la sua linea principale. L’accessibilità veicolare è garantita e può essere controllata grazie all’installazione di dissuasori automatici a scomparsa su via Calvisio. Un’attenta localizzazione di dissuasori in pietra permette invece di definire chiaramente i diversi spazi senza però interrompere bruscamente l’estetica della continuità della pavimentazione in porfido.

I sottoservizi

Il disegno delle pendenze della pavimentazione, gli inserti di soluzioni di continuità come le aiuole verdi, la pavimentazione microforata in acciaio corten ed uno studio delle pendenze permettono di ottimizzare il sistema dei sottoservizi. La fascia in corten infatti permette l’installazione di canalette di captazione e raccolta delle acque meteoriche ed un’ ottimizzazione dei sistemi impiantistici e della loro  manutenzione ed ispezione. Si prevede infatti uno schema di rifacimento ed ottimizzazione sia del sistema fognario che del sistema di acque bianche che a livello tecnologico permettano di garantire la qualità dello spazio Piazza come evidenziato graficamente nella tavola 3. Si prevede il rifacimento totale dei collettori con un nuovo percorso attraverso l’impiego di nuove tubazioni in PEAD SN8 DE 250 mm. Si prevede inoltre, come già specificato, il rifacimento della fognatura bianca con un collettore in PEAD corrugato SN 8, che raccoglie le acque meteoriche ad est ed ovest della Piazza, dotato di punto di scarico nel collettore di via Santuario.

Il verde delle aiuole garantisce inoltre una percentuale di terreno assorbente in grado di mitigare l’impatto ambientale oltre a garantire il completo rispetto delle alberature presenti.

L’illuminazione pubblica

Trattandosi di un progetto urbano che non prevede nuovi volumi ma un sistema di texture, pavimentazioni ed arredo, l’illuminazione gioca un ruolo fondamentale nella definizione dello spazio e nella sua costruzione ambientale. La localizzazione dei corpi illuminanti, così come evidenziato nello schema della tavola 1 e simulato nelle viste renderizzate, nasce da un’attenta sintesi di funzionalità ed estetica. La scelta e la localizzazione dell’illuminazione è dettata anche da caratteri di economicità e durabilità, con sistemi a basso consumo ed impatto ambientale. I corpi alti permettono di illuminare la via pubblica e garantire un’adeguata visibilità per gli attraversamenti e per le fermate dell’autobus e per il percorso che da via Calvisio porta direttamente alla scuola elementare, mentre i punti luce a pavimento permettono di disegnare la Piazza e valorizzarne il carattere architettonico. La pavimentazione in corten disegna l’Agorà in maniera raffinata attraverso una retroilluminazione, mentre il dislivello verso via Santuario e verso la scuola elemenare viene bagnato da una luce radente che ne smaterializza la pendenza. I punti luce nelle aiuole e vicino ai tronchi dei lecci illuminano di verde lo spazio. Le facciate della scuola e dell’Abbazia si illuminano con discrezione ottenendo, in un attento gioco di luce ed ombra, un carattere fortemente monumentale.

Un progetto quindi di riqualificazione urbana in grado di restituire alla città un luogo della collettività.

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